Oneida – Success :: Le Recensioni di OndaRock

A quattro anni dal expendable “Romance”, gli Oneida returned on track with the loro ormai classic fusion of psychedelia, kraut-rock and robust trame d’ascendenza garage/proto-punk, to cui, per l’occasione, sono stati aggiunti, Like the drummer Kid Millions, echi by Jonathan Richman and the Velvet Underground, noche discrete dose of New Zealand chitarristico pop that, throughout the years of Ottanta and the following decade, trovò ripo all’ombra della mythical Flying Nun.

On the twenty-fifth anniversary of its foundation, the Brooklyn Quintetto will live in a parallel universe in which the joy of rock music is strong in any innovative tension, and this means that “Success” is that if it says a “solid” album ”, one of those capable of rendering happiness and fan to the other of certain sonorità of matrice settantianalasciando a bit di amaro in mouth to quanti, invece, if aspettavano qualcosa di diverse or, communicate, whatever in più.
Ma è chiaro, ormai, che gli Oneida fanno gli Oneida at least da ventina d’anni e, fatte salve alcune provemente più eccentriche, il sentiero è di quelli battuti e ribattuti, por cui useless farsi illusioni: gli ingredient li conosciamo benissimo e sappiamo per filo e per segno dove vogliono e dove possono I’m going to stop nelle mani dei nostri cinque amici.

Of this, the ascolto delle sette tracce qui raccolte è comunque godurioso, to begin with a “Beat Me To The Punch” il cui scampanellare chitarristico (I will evoke a variant jangle-pop dei Ramones) if he transforms into a distorted infuocata that if trascina eats a practically fine schizophrenic drone all the last time. In addition to the abrasive “Opportunities” and the scoppiettant single from Lancio “I Wanna Hold Your Electric Hand” scivolano via che è un piacere, la prima scortata da tutta a series of electronic ghirigori che fanno I will think of a Chrome brano seconda maniera, pur I know with less angoscia esistenziale nello specchietto retrovisore, the second one catchy love-song che runs verse orizzonti unprendibili.

With “Low Tide”, it lasts almost nine minutes, if it enters that kraut-rock tunnel in which it’s ripening, ipnosi and ossession vanno di pari passo. Un tunnel che gli Oneida conoscono benissimo e che, infatti, percorrono con grande convinzione dei propri mezzi, aiutati dalle tastiere di Fat Bobby, che nella second part spingono il brano verso un rumorosissima conflagrazione al galassie lontanissime.
The echo of the great stagione musicale tedesca, quella di Can, Faust e Neu!, per intenderci, returns to Farsi arrogantly I will feel almost one minute of “Paralyzed”, dove synthetizers and chitarre filter trovano in an incessant rhythm the background against which I proiettare Il loro instabile duello fatto di fraseggi obliqui, coloriture astratte, pennellate vigorous e vagiti alieni.

“Success” is a continuous alternarsi di colpi “terreni” ben assestati e sguardi gettati oltre l’esosfera, as it also shows the final doppietta made by “Rotten” and “Solid”, punk fast after the star, the cousin, torrid jam heavy psychthe second.

(09/18/2022)

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