Led Zeppelin, la vera storia degli oscuri messaggi nascosti in Led Zeppelin III

«Con il nostro secondo album Led Zeppelin II abbiamo capito che non abbiamo limiti: ci sono infinite possibilità e direzioni da prendere». Robert Plant presenta così nel 1970 il terzo disco dei Led Zeppelin, l’album in cui Robert Plant, John Paul Jones, John Bonham e Jimmy Page cercano sé stessi e secondo Plant raggiungono la maturità artistica.

È lui ad avere l’idea di staccare la spina dopo due album di rock apocalittico, furioso e carico di energia sessuale e moltissimi concerti in Inghilterra e Europa e cinque tour consecutivi in America. All’inizio propone di andare a registrare nel nord della California, perché è da lì che arriva l’ispirazione, poi sceglie di tornare a casa in Inghilterra in un posto dove andava sempre da bambino. È un cottage isolato nella campagna del sud del Galles, senza luce ed elettricità e con un nome misterioso, Bron-Y-Aur

Page e Plant vanno con due assistenti e le chitarre e scrivono le canzoni di Led Zeppelin III: «È stato lì che ho cominciato a conoscere veramente Jimmy» ha detto Plant, «Prima lo vedevo solo in albergo».

Per non perdere l’atmosfera, i Led Zeppelin decidono di registrare le canzoni che hanno scritto in Galles in un altro luogo immerso nella natura, Headley Grange una casa nelle campagne dell’Hampshire.

Led Zeppelin III è un album diviso a metà tra la tempesta elettrica del primo lato del vinile che si apre con Immigrant Song, un pezzo che definisce il loro suono e lo fa entrare nella storia come Il Martello degli Dei e il secondo lato acustico in cui la band ritrova le origini blues e folk: «Era giunto il momento di fermarci, fare rifornimento e cercare di non perderci nel caos» come spiega Robert Plant nelle interviste.

Led Zeppelin III segna un punto di svolta nella carriera dei Led Zeppelin e conferma il loro successo: esce il 5 ottobre 1970 e si piazza al numero uno in classifica sia in Inghilterra che in America.

È anche l’album che affascina i fan per i messaggi nascosti da Jimmy Page sulla copertina delle prime edizioni in vinile, che rivelano la sua passione per uno dei personaggi più controversi della storia inglese, l’occultista Aleister Crowley. Nato nel 1875 in una famiglia facoltosa, studente al Trinità College di Londra e poi a Cambridge, poeta, pittore, studioso delle religioni e grande viaggiatore, Aleister Crowley ha fondato la religione di Thelema identificandosi con il suo profeta (chiamato “The Beast”) e predicando una filosofia di vita basata sull’individualismo, la ricerca del piacere e la piena soddisfazione dei propri desideri contro le regole imposte dalla società e dalle religioni tradizionali che fa molta presa nella controcultura degli anni 60 e 70. Il suo motto è: “Do what thou wilt shall be the whole of the Law”, «L’unica legge è fare ciò che desideri».

Aleister Crowley viene inserito dai Beatles tra i personaggi della copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band nel 1967, David Bowie lo cita in una strofa del brano Quicksand del 1971, Ozzy Osbourne nel 1980 scrive un pezzo intitolato Mr.Crowley. Jimmy Page è il più famoso dei fan dell’occultista britannico: colleziona manoscritti e opere d’arte di Crowley, nel 1971  acquista “Boleskine” la sua casa sulle rive del lago di Loch Ness in cui vengono girate molte scene del film dei Led Zeppelin The Song Remains the Same (la venderà nel 1992) e insieme al tecnico del suono Terry Manning fa in modo che sul vinile dell’edizione originale di Led Zeppelin III (la cui copertina viene realizzata dall’artista Zacron) vengano incise due frasi che ricordano il suo motto: So Mote Be It sul lato A e Do What Thou Wilt sul lato B. Nelle edizioni successive l’incisione sparisce, trasformando le prime edizioni di Led Zeppelin III in uno dei pezzi più ricercati dai collezionisti.

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