When Einaudi fece published Primo Levi sue “Storie naturali” with a pseudonym: il libro “specchio” dell’autore “centauro” – Il Fatto Quotidiano

Per Lucrezio, encourage me to educate alla scuola dell’epicureismo, i centauri sono esseri leggendari mai esistiti. Già, la loro natura ibrida, metà cavallo e metà uomo, suggests the impossibility of a similar bestial marriage, that the poet-scienziato rigetta, in the V book of the Natural Rerum, its basis for extremely modern considerations. «Quanto ai Centauri, – if legge nella new translation of the Nature of the sewedited by Mondadori (2022) for the cure of milo deangelis – non sono mai esistiti. In nessun tempo / possono esistere creature di duplice natura e di duplice corpo, / composte da un insieme inconciliabile di membra eterogenee / che pretends di far coesistere due nature totally diverse».

The figure of the centaur will not sarà matter of science, eppure its evocative capacity has risvegliato la penna di molti contemporanei scrittori who have voluted farsi affascinare dal myth of the origin of the world. Lo stesso Lucrezio, as De Angelis writes, the translation that restores ai lettori odierni il rivolgersi inquieto e violent del suo pensiero della struttura dell’esametro latino, è traversato da a pervasive senso of the nulla and, insieme, dall’energica volontà I will understand the nature of the sew, persino di quei minuscoli corpuscoli che sono gli atom. Pur denying nature, also Lucrezio was in the background a centaur, scienziato di formazione epicurea e poeta dalle immagini sublimi, che always in that fifth book della sua de sua de sua della repercorse la genesi casuale del mondo e degli uomini.

Dovette di certo I will think of lui later Cousin Leviwhen da sopravvissuto all’estrema novecentesca tragedy of the Lager e dopo aver written due intense libri di testimonianza, come I know this is a uomo and Trucedecided to give alle stampe, in 1966, always by Einaudi natural historytitolo che deve l’ispirazione a altro autore latino, il Pliny from her Natural History, il quale si era a lungo soffermato sugli esiti bizzarri e mostruosi della natura. Ma le Storie naturali di Levi, riedite (dopo molti anni) il August 30, 2022, semper da Einaudi, nella storica collana delle Letter (col symbolic number 100), and per le cure di Martina Mengoni and Domenica ScarpaI am davvero unnaturali, so much that, little cousin of the publication, the commercial office of via Biancamano suggested all’autore, noted in all the world by his testimonial life, I will opt for a pseudonym, Damiano Malabaila, il cui significato rimandava a nutrimento non più efficace, an odore di latte andato a male. Il nome del testimone, per eccellenza, non poteva essere mescolato con quello de un narratore di opere fantastiche.

To enter the questa raccolta di quindici racconti it is convenient but I will follow the epigraph posta all’inizio del libro ed estrapolata dal Gargantua and Pantagruelopera geniale dalla pungent satire and trivial di Francois Rabelais, of which the stesso Levi confessò il ruolo di scrittore senza precetti e morale. E non sarà allora a scelta casuale own nella citazione dello scrittore cinquecentesco vi sia a rhyming to that monstrous world and contronatura described by Pliny, cui cousin my richiamavo.

If we put in row and little elementi fin qui affastellati, the nebbia will tend to be forced to schiarirsi: one writer noted for his character opere per lo più, per quanto non univocamente, memoriastico dà alle stampe, sotto pseudonimo, a book che si allaccia a a long tradition letteraria di scritti che hanno in comune a propensity for the monstrous and for the meraviglioso. It was a “specchio book” rispetto a quanto scritto su Auschwitzeppure, own for a principle di paradossale rovesciamento Storie naturali was a book sull’attualità, senza però lasciarsene turbare.

L’opera non è un unicum in Italia, si può accostare a quelle dei maestri einaudiani, Pavese e Calvino, authori respectfully di opere come i Dialogue with Leucò (1946) and Le Cosmicomiche (1965)i cui personaggi non sono poi così dissimili dalla gallery leviana di animali, as the protagonist of the racconto Quaestio of Centauriscentaur of the mansueto temperament allevato nella tenuta di famiglia del narratore, la cui storia lambisce i territori oscuri dell’origine del mondo e delle cose.

The stessa passione per Lucrezio discese da questa propensity al mondo della scienza che egli aveva accresciuto during gli studi universitari, laureandosi in chimica. «Poiché – confessa il narratore – non ho ragione di doubtare su quanto di se stesso Trachi mi narrò, devo dunque I will invite the increduli to consider that I saw sono più cose in cielo ed in terra di quante la nostra filosofia ne abbia sognate». The stesso narrator of this racconto is a hybrid creature, owned by the centaur Trachi that he custodisce. È through lui che il lettore scopre la lunghissima vita del centauro, la cui esistenza affonda in quel mondo originario e bestiale che, in conclusion di racconto, risale dalle viscere del suo essere ed esplode in a wild and violent fury che lo allontana per semper dal consesso civile degli uomini e di chi finara aveva con amore custodito.

And allora la vicenda di questo centaur divided into a rational part and an irrational part It is paradigmatic and involves the stesso autore che, not in case, in that stesso year, in 1966, in the course of an interview if I defined “centaur”: chimico e scrittore, scienziato umanista, ebreo e italiano, così victima del Lager, pur non prone to any form of victimism. I believe that, in the background, not if it is possa slegare questa raccolta di racconti da quanto scritto in precedenza, ma che proprio la lens della distortione e del paradosso offers an unusual prospect, quella di questi esseri in-naturali, che pure tornano a raccontare que el tragico world. Non fu d’altronde lo stesso Levi, in the Periodic System, to write about the condition umana che «l’uomo è centauro, groviglio de carne e del mente, del alito divino e del polvere»?

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When Einaudi fece published Primo Levi sue “Storie naturali” with a pseudonym: il libro “specchio” dell’autore “centauro” – Il Fatto Quotidiano


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