“Viaggio artistico nell’Appennino piacentino”








Titolo: Viaggio artistico nell’Appennino piacentino


Autore: Susanna Pighi


Editore Tarka


Collana Appenninica


Formato cm 13,5 x 21


Pagine 200


Anno edizione 2022


EAN: 9791280246165


Prezzo di copertina euro 22


Immagine di copertina: Gennaio, mosaico secolo XII, Bobbio, chiesa di San Colombano.


Diciassette Comuni appenninici sono i protagonisti dell’excursus storico artistico di questo libro di Susanna Pighi, che comprende la segnalazione di interessanti nuclei storici, architetture rurali, fortificazioni, chiese, monumenti e opere d’arte inclusi nel territorio dell’Appennino piacentino, ben identificati anche da una ricca documentazione fotografica a colori. Lo sguardo è quello di uno storico dell’arte che cerca di cogliere aspetti rilevanti della cultura appenninica locale, contraddistinta da peculiarità architettoniche, pittoriche e scultoree, ma anche da significative commistioni di gusto e ascendenze stilistiche ineludibili nelle zone di confine con le vicine terre di Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Il testo sollecita a cogliere aspetti noti e inediti di una terra culturalmente ricca, qualificata da edifici sacri di grande suggestione, da numerosi castelli e dimore di famiglie nobili che nei secoli hanno avuto un ruolo determinante, da piccoli e grandi borghi che con le loro architetture rinnovano aspetti e tradizioni dei tempi andati.


Scrive nella prefazione Manuel Ferrari, Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Piacenza-Bobbio:


Scoprire o riscoprire il tratto piacentino dell’Appennino percorrendo strade e sentieri, raggiungendo luoghi ospitali e riservati, veri e propri scrigni di tesori che rappresentano la miglior sintesi tra natura e lavoro dell’uomo. Un’antropizzazione dolce, capace di sovrapporsi in maniera armoniosa e rispettosa al contesto ambientale, ove l’architettura assume i colori delle materie del luogo, plasmate dal duro lavoro dei sapienti artigiani che, una generazione dopo l’altra, hanno saputo tramandare tecniche e mestieri.  Ogni piccolo borgo conserva un oratorio, una cappellina, una chiesetta che è una meravigliosa sintesi di una devozione secolare. Al suo interno suppellettili liturgiche di una qualità insperata. Per chi vorrà addentrarsi alla scoperta del nostro Appennino seguendo le indicazioni di questa guida, consiglio di non limitarsi a una visita distaccata, ma piuttosto cercare di cogliere l’essenza di questi luoghi e di queste comunità per comprenderne lo spirito che ha animato così feconda relazione.


L’AUTRICE


Susanna Pighi, storica dell’arte piacentina, si è laureata a Firenze in Lettere con indirizzo artistico e specializzata a Siena in Archeologia e Storia dell’arte. Diplomata in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Parma, è Conservatore di Kronos – Museo della Cattedrale di Piacenza e da anni si occupa di catalogazione e gestione del patrimonio mobile presso l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Piacenza- Bobbio. Coautrice del volume ”Il mobile piacentino” (2003), si dedica a ricerche documentarie e studi riguardanti il contesto storico artistico piacentino; ha partecipato a convegni e pubblicato testi soprattutto sull’intaglio e la scultura lignea, l’arte dello stucco e la pittura di periodo cinque-settecentesco. Di recente ha curato i cataloghi di mostre sulla collezione di stampe e santini d’epoca  Ziliani e sulla pittura di paesaggio contemporanea presente nel Museo della Collezione Mazzolini in Bobbio.


– Quale i criteri che hanno determinato la scelta dei territori presi in esame?


Dovendo necessariamente definire i limiti territoriali dell’area da esaminare ho scelto di fare riferimento ai comuni dell’Appennino che sino a qualche anno fa appartenevano alle comunità montane presenti nel territorio piacentino.


– Nel lungo itinerario suggerito ci sono opere artistiche o manufatti per i quali occorrerebbe un urgente intervento conservativo?


Sono tanti i manufatti che potrei citare dal punto di vista architettonico e storico artistico. Oltre ai tanti borghi in sasso abbandonati che conservano testimonianze di rilievo soggette a degrado, penso ad antiche case torri o ad antiche residenze signorili, alle opere e agli edifici sacri. Mi viene in mente una chiesa che presenta un apparato decorativo in stucco di epoca barocca talmente ricco che non te lo aspetti in un edificio dell’appennino. Parlo della chiesa di Peli, rivestita di ornato da una delle tante botteghe di stuccatori ticinesi attivi nel Seicento in area piacentina. Ecco questi stucchi meritano un adeguato restauro e un’opportuna valorizzazione.  


– Questa proficua esperienza culturale avrà un seguito?


 Mi piacerebbe poter valorizzare con analoghi “viaggi artistici” altre zone del nostro territorio ugualmente ricche di tesori solo in parte noti.






















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“Viaggio artistico nell’Appennino piacentino”

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