Suonare nei Lager | Marco Ercolani

The book of Francesco Lotoro A song will save the world. 1935–1953: music above deportation (Feltrinelli, Milano, 2022), riassume un’ossessione fundamentale dell’essere humano: la speranza che la morte, anche la più tragica, anche quella anonymous consumata nei campi di sterminio, non metterà mai fine all’arte, felicente immortale. To enter this book I quote one of the most incisive phrases: “Invisible music is the most solid art, which most resists death”.

If it is possible to destroy the olocausto of the fuoco ammassi di tele and cumuli di libri, the music that a musician keeps in his mind and that has not yet been concretized in spartito è indistrutible Finché lui vive: ogni musician, pur prigioniero, vuole, con le residual energie, mantensi in vita per potere un giorno, un volta libero, translates that music thought in real notes, in sonate, opere, canzoni, assoli; oppure, più semplicemente, even da prigioniero, potter I will sing a song or whisper an inaudible melody to agli aguzzini, that in that moment has the power to distoglierlo dal dolore e dall’odio. As Silvia Comoglio writes: «A project of incommensurable and extraordinary values ​​as extraordinary is the life of Francesco Lotoro who has always fatto della his existence a house for the soul and the score of all and musicians who have surrounded and of those who remain anchored it’s getting closer Per farci dono del loro canto, l’unico che può showrci la via della salvezza, che può salvarci».

Lotoro, pianist and composer from Barletta, class 1963, is the other trent’anni involved in first person in this utopian print, both impossible and possible: I will build an archive of music that has been subjected to deportation and to the campi di sterminio. Il libro si constituisce di venticinque capitoli: Testament dell’ingegno, Da Budapest a Praga, Alla ricerca della musica perduta, Imperatore dii Atlantide, Nomi e paternità, KZ Musik, Ghetti, Lager, Heil. Sachsenhausen, Poland, Internati militari italiani, Schiacciasassi, Con le catene ai piedi, Profonde connessioni, La musica vive nell’aria, Una Storia da riscrivere, Maestro, Nuovi incontri, Giramondo, Internamento, Rito secular, I roma, Gulag, Alieni, Strade che separano e unisconopiù un Epilogue.

To write a book composed of this, which intreccia centinaia di destini, vite, viaggi, progetti, Lotoro si mette sulle tracce del testimone, parente o amico del deportato, con pazienza, curiosità, modesty, ostinazione, sollecitando il painful subject della memoria ma only in reference to the musical sphere. An arcipelago of names and operations that move the book like a costellazione does not emerge. The demand is always the stessa: chi and stuff sopravvive? How much remains, in the memory and negli archivi, of this dispersed sound and human patrimony, ma not totally scattered? Scrive Francesco Lotoro: «Perché was it important to write and write music in Campi?

Probably the migliore risposta is that of Emile Goué, great French composer, prisoner of war, deceduto a year after the liberation by a malattia contract in the field. “Music was not an intratenimento or a gioco ma l’espressione stessa della nostra vita interiore. We face very serious music, without some irony. It was impossible to do grandi cose without convention and the convention that the artist should carry his labor is not another that he believes in the necessity of ciò that he writes ”».

Da questa necesità nasce il Quartet for the end of the world by Olivier Messiaen, eseguito for the first volta of the musician in the Görlitz prison camp, on 15 Gennaio 1941, nella baracca n.27B, adibita a theater. Jean Le Boulaire played the violin, Étienne Pasquier the violoncello, Henri Akoka the clarinetto, the stesso Messiaen the pianoforte: organico rare per un quartetto, ma l’unico possibile in quelle circostanze. Osserva Messiaen: «I have written a quartetto for the musicians and the instruments that I have, per così dire, sotto mano. Avevo bisogno di think there music, say talk, to feel alive. Sono partito da un’immagine molto amata, quella dell’Angelo che annuncia la fine del Tempo».

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Per Lotus the search di un nuovo tempo oltre l’apocalisse è appena all’inizio. Da trent’anni è cacciatore di spartiti musicali disseminati in tutti i campi di prigionia, transito, lavori forzati, concentration, sterminio, penitenziari militari, aperti da: Terzo Reich, Italia, Giappone, Repubblica di Salò, regime di Vichy e altri Paesi dell ‘Asse, Great Britain, France, Soviet Union and Allies in Europe, colonial Africa, Asia and Oceania. Nei suoi ripetuti e instancabili viaggi de è riuscito a raccogliere 18 mila documenti, e negli ultimi 30 anni è stato instancabilmente impegnato nella scoperta, studio, revisione, archiving, esecuzione, registrazione, promozione di migliaia di opere di musica concentrazionaria.

He has recovered another 8,000 scores, produced under extreme conditions of privacy of the elementary schools of human rights, in the campi di concentramento, sterminio e prigionia civili e militari di tutto the world from 1933 (opening of the KZ Dachau) to 1953 (death of Joseph Stalin and amnesty per i prigionieri dei Gulag), cioè dall’ascesa del nacionalsocialismo alla fine dello stalinismo sovieto; 12,500 musical production documents on campus (microfilm, newspapers, musical notebooks, recording recordings, interviews with sopravvissuti musicians); 3000 pubblicazioni universitarie, saggi di musica concentrazionaria e saggi musicali prodotti nei campi. A unique archive in the world created traveling and finding ovunque i figli, gli amici, i custodi di quelle preziose testimonianze d’arte in campi di prigionia intrisi nel dolore ma non soffocati nel silenzio.

But, to investigate better the paradosso of a creative vision at the confine of human nature, the author writes: «Other than fissare the perimeter of the fence, I will formulate a correct definition of concentrating music, ossia created in cattività or in parziali and extreme conditions di privazione dei diritti fundamentali dell’uomo. The intrapresa search was very delicate: urge us to use the library and archive and transform the studious into exploration. Affinché questa ricerca avesse un senso, non soltanto bisognava essere credibili ma inattaccabili. Non vi è nulla di più scientifico e mathematicamente demonstrabile della musica».

La passione di Lotoro, born as personal urgency, has a precise scope: I will show that human ingenuity is the strongest of the indicibile pain and that the music fist and must It is an essential instrument of resistance against death. In 2014 Lotoro aprenella sua città natale the “Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria (ILMC)” ILMC Foundation – di cui è presidente, and dove sono raccolti microfilm, diari diari diari diari, quaderni musicali, registrazioni su audiocassetta e videocassetta, registrazioni phonografiche su dischi in vinile, sentinaia di volumei di literatura scientifica e theoreticala, ore di interviewes instrumentists and composers sopravvissuti.

«Ho trovato pentagrammi – racconta – scritti su carta igienica, carta da alimenti, sacchi di iuta, ritagli di stoffe, telegrammi. E a scriverli non sono stati solo musicians. Tante le canzonette trovate e escritte da semplici appassionati di musica, che provavano ad esorcizzare la sofferenza con la parodia. Motivi semplici, che rimanevano nella memoria e che i prigionieri scrivevano cuando riuscivano a procurarsi oggetti appuntiti e carta bianca» Pianist, organist, conductor d’orchestra, Lotoro, dopo il trovamento di una nuova partitura, la esegue e fa eseguire le partiture dalla sua Orchestra. Author of theEncyclopedia in 24 volumes CD KZ Musik (Musikstrasse – ILMC), continent 407 operated written in cattività during the second world war, has also planned the creation of it Cittadella della Concentrated Musica real and non-utipal place where his dream of exploring music will be in the summer of Campi diventerà, among few years, a public artistic treasure: the project includes a Campus of Musical Sciences, a Musical Library, a Museo dell’Arte Rigenerata, a Theater with 212 posts and an international Novecento Library.

Impossible to cast all the biographies and all the stories that added to this book, a tragic choreography of names, operas, dates of birth and death, an intreccio of aneddoti, chronache, leggende. We agree with Peter Bichsel when he writes: «Ha senso continuare a scrivere perché scrivendo diventa possibile narrare altre vite». In the case of Lotoro, this vite is a follower of the happy possession of the music. «It is true that – paraphrasing Gustav Mahler – memory is not adoration of the fires without food for the fire», this book if it turns on a fire that does not dovrà mai spegnersi. «Come in a magnificent puzzle… rimettendo ogni tassello musicale to the proper post, completing pentagrammi, ricucendo luoghi di cattività a luoghi d’origine e ritorno, incastrando frammenti…”, the book of Lotoro is the attempt of illuminista to ridare an ordine there catastrophe, tribuendo a certe opere perdute i nomi dei loro autori ritrovati, come in a mai terminato atto di giustizia postuma che decreed the end of the “millennial mourning” dei deportati dei campi di Prigionia, vittime di un détour tragico dal loro futuro di uomini.

In the epilogue of the book, one defines the meaning, in a fierce and definitive way: «The music written in deportation and prison has passed the most severe test of the inesorable time and history; Pochi altri lasciti testamentari como esta literatura ci renderanno immuni da qualsiasi sciagura intellettuale per traghettarci verso un’era che mettta al centro degli interessi individuali e collettivi l’uomo, la sua dignità e la sua inragonabile capacità creative e constructiva de él ». Il compito di esta libro è proprio quello di “conservare”, in tutti i modi possibili, quanto no deve andare perduto: è un forma di “ark” nella quale “custodire”.

Only the rimpianto remains, finely written, I will not directly ascoltare the music and the voices that have been populated, in a general chorus that testifies to the power of the fiamma as the resurrection of the fire: “Ciò che resta del fuoco” by Intitolava Derrida one of his Libri più belli, dove si parla di olocausto e di memoria. Ecco, “ciò che resta” di A song will save the world è la sconfinata musica dei campi di prigionia, unheard, secret, dispersed music, che più della letteratura e della pittura has saputare tenere vivi gli uomini nel tempo del loro systematico massacro, vivi e vicini all’idea che l’essere umano non sia solo un carnefice di innocenti ma un creatore di bellezze. .

We wish to give thanks to the author of this short article for this awesome material

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