Siamo ancora convinced that the Letteratura ci salvi?

È in libreria, per le Edizioni Tlon, “Spezzate. Perché ci piace when le donne sbagliano”

Ci hanno detto che la Letteratura salva. Ci hanno parlato della forza della Parola. Ci hanno detto che per vivere bene serve lottare per le proprie idee. Ma non ci hanno detto che il discorso is only valid for anyone. Poi arriva Jude Ellison Sady Doyle e, senza giri di parole né mystificazioni, in “Spezzate. Perché ci piace when le donne sbagliano ”(Edizioni Tlon), he spiega one thing: per le donne, soprattutto quelle in mostra, il controllo sulla propria narrazione è a privilege per nulla scontato. E cosa c’entra with the Letteratura? C’entra nella misura in cui personalità como Mary Wollstonecraft e Charlotte Brontë furono danneggiate del pubblico that accused him, in support, of “feeling” troppo: loro è ideally preclusa la via della Parola, which passes through creativity and urgency of the pensiero; pity, the denial of a degna and wealthy life as such dalla società.

Sady Doyle, who traced the profile of the thing “trainwreck”, ossia la donna la cui vita avrebbe “deragliato” regarding the common path and that dunque avrebbe “perso il controllo del mundo en cui ci si definisce, a vantaggio di un publico que se ne assume tutto il diritto”, articulating a thought that if avvale di esempi recentissimi racconta also due percorsi differenti, quello di Wollstonecraft e di Brontë, mettendoli a confronto departing from a detail: le lettere. I gave her Mary to her ex-companion Gilbert Imlay and I gave her Charlotte to Constantin Héger, the man who was captive, angry and old who helped her to practice her writing.

The experience of Wollstonecraft if potrebbe riassumere così: a lady who writes one of the più importanti testi sui diritti delle donne e que venne ricordata como adultera, prostituta, pazza e buffona, una que si è venduta “a mezza città”. Per questo alla sua morte de ella venne meno also la sua battaglia de ella, rinnegata perfino dalle altre femministe. Le parole di Mary, così come le sue ella idea de ella (che she tried to apply in her quotidianità), non l’hanno salvata at the moment in which to sopraffarla fue il giudizio de ella sulla sua ella condotta di vita de ella. Non aveva più importanza che fosse stata lei ad aprire il dibattito sulle donne, Mary si era macchiata in indelible mode per i suoi incontri sessuali de ella.

Diverse is the case of Charlotte Brontë, and forse anchor più grave. Qui non v’è giudizio di moralità, ma d’intelletto. “La letteratura non può essere la prima occupazione della vita di una donna”, writes the poet Robert Southey when he lei gli chiese consiglio. “Più una donna è impegnata nell’adempimento dei propri doveri, except her tempo she avrà to cultivate it, sia come occupazione che come svago”. La disperazione di Brontë, che treated in se il miglior letterario del suo secolo, was sfociata dunque in lettere di supplica non appena intravide la possibilità di affidarsi a qualcuno che lavorasse con lei sui suoi scritti – pubblicati, in this case, with the pseudonym maschile Currer Bell, poiché “a una donna rispettabile non si addice il mestiere di scrittore”.
Perciò l’inevitabile domanda è: che rapporto intercorres – ieri come oggi – tra la Parola (quella salvifica della Letteratura, quella nobile, dei dubbi e dei misteri) e la parola (quella della società, del pubblico che stabilizes in autonomous mode cos’ è giusto e cosa sbagliato, al di là di ogni incertezza)? Che ruolo has avuto and che ruolo continues ad avere the Letteratura? Your chi fa dam? E soprattutto: dove abbiamo sbagliato?

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