Mosche d’oro Junior: la nuova collana di Giulio Perrone Editore

Maremosso: La Giulio Perrone Editore nasce nel 2005. Ci puoi raccontare le circostanze in cui ha preso vita il progetto?

Giulio Perrone: In quel periodo, aprire una casa editrice a Roma era una cosa quasi naturale, che accadeva quasi quotidianamente. Grazie al lavoro di editori come Minimum Fax, Voland, Fazi in città si era creato un humus estremamente fertile e le case editrici indipendenti si moltiplicavano, un po’ in contrapposizione a Milano che era la patria dei grandi gruppi editoriali. Roma era in quel periodo uno spazio in cui sperimentare, con poche risorse ma molte idee. Diversamente dalla maggior parte dei colleghi, che guardavano più che altro a un certo tipo di narrativa straniera, noi siamo partiti dalla narrativa italiana, con risultati interessanti, devo dire. Abbiamo pubblicato gli esordi di Chiara Valerio, di Paolo Di Paolo, e di altre autrici e autori come Ilaria Rossetti o Giorgio Visini: tutti autori oggi più che affermati e pubblicati da grandi case editrici. Molte altre nostre pubblicazioni erano ugualmente meritevoli anche se hanno magari avuto meno successo, ma capita che anche gli autori più bravi fatichino a emergere

Sul fronte della narrativa italiana, il nostro lavoro di ricerca è proseguito per diversi anni ma in parallelo abbiamo anche potuto contare sul supporto di grandi scrittori che si sono appassionati al nostro progetto, fra cui voglio ricordare Ugo Riccarelli, scrittore fondamentale che oggi non c’è più, uno dei pochi autori italiani ad avere vinto sia il Campiello che lo Strega e che con noi pubblicò la raccolta di racconti Pensieri crudeli. Altri grandi autori come Lidia Ravera, Sandra Petrignani, Dacia Maraini hanno partecipato nella costruzione del nostro catalogo con dei progetti di scrittura, in particolare per la collana “Racconti d’autore”.

E così, fra lo scouting da un lato e il contributo di alcuni fra i nomi più importanti della letteratura italiana, abbiamo avviato il progetto inziale con cui siamo andati avanti diversi anni fino a quando abbiamo deciso di introdurre alcuni cambiamenti pochi anni fa.

MM: Un tuo libro scritto a quattro mani con Paolo Di Paolo nel 2011, che recentemente avete riproposto con una nuova veste grafica, si intitolava I libri sono sempre figli ribelli: in che senso?

GP: È sempre un po’ difficile capire in che direzione stia andando un libro. Come editore io scelgo di pubblicare le cose che ritengo importanti, e in questo senso è molto interessante anche osservare il lavoro dei colleghi editori, osservare la ricerca, lo sforzo, la passione che tutti mettiamo in campo per arrivare alla qualità che cerchiamo. Ma poi, a volte, ci sono libri bellissimi che per qualche motivo non riesci a trasmettere al pubblico. Il giudizio dell’editore non cambia, restano libri bellissimi, solo un po’ sfortunati. Certo, uno si interroga sui possibili errori commessi, si cerca di capire cosa non ha funzionato, la copertina, il lancio, la comunicazione…però la realtà è che a volte prendono una strada sbagliata.

Questo dimostra che per quanto tu possa sempre mettercela tutta i libri non si possono imbrigliare. Lo dicono anche gli scrittori, in fondo. Quando il loro libro arriva in libreria diventa proprietà dei lettori, gli autori non li controllano più. Questo è vero a maggior ragione per l’editore che è una figura ancora più intermedia fra la scrittura e i lettori. Bisogna accettare le strade più inattese che percorreranno, proprio come accade con i figli.

MM: Il catalogo della casa editrice è articolato in molte collane, che pur nella grande varietà esprimono una linea molto coesa. Come è strutturata la programmazione editoriale?

GP: Nel 2018 la casa editrice ha vissuto un momento di cambiamento molto importante, con una revisione della linea grafica e del logo concepita in modo molto brillante dall’Art Director Maurizio Ceccato. Oggi l’Art Direction è affidata a Claudia Intino, che con grande talento ha raccolto l’eredità di Maurizio e prosegue il lavoro sulla scia della svolta decisa nel 2018.

Ripensare la veste grafica ha comportato anche una reimpostazione di tutto il progetto editoriale, abbiamo rielaborato le linee per ritrovare un’armonia nella produzione. Era necessaria una riflessione sulle linee da interrompere e quelle da proseguire e sviluppare. La sfida era rimanere un editore che pubblica una varietà eterogenea di libri senza tuttavia diventare un classico editore generalista. Volevamo che il catalogo fosse composto da collane che si parlassero tra di loro sia dal punto di vista della grafica che dei contenuti.        

La collana Hinc raggruppa la narrativa italiana e straniera, quest’ultima è diventata via via più importante, grazie anche alla presenza di scrittrici come Aixa de la Cruz, Jan Carson o Jacqueline Roy di cui abbiamo appena pubblicato Canta ancora, ragazza e che ci hanno dato la possibilità di affermare la nostra idea di letteratura legata alla contemporaneità, ai temi sociali, civili, vicini al femminismo, all’ambiente, alla realtà che stiamo vivendo che è quella che ci interessa. Difficilmente pubblichiamo romanzi storici.

L’anno scorso, dall’idea di tre intellettuali e scrittriciNadia Terranova, Giulia Caminito e Viola Lo Moro – è nata la collana Mosche d’oro. L’intento è quello di tratteggiare ritratti di donne che hanno avuto un ruolo significativo nella loro vita, a livello pubblico, sociale e civile. Non si tratta di donne necessariamente famosissime, il criterio è che abbiano avuto una certa importanza per l’autrice che sceglie di scriverne. Sono personaggi molto diversi tra loro: dopo la Jeanne Moreau di Lisa Ginzburg o la Louise May Alcott di Beatrice Masini, l’ultima uscita è Amatissime di Giulia Caminito, che dedica il suo volume a cinque donne di cui due famosissime e tre un po’ meno, ma tutte e cinque di capitale importanza. In queste settimane sta nascendo anche uno spin-off di Mosche d’oro, una collana diretta da Nadia Terranova, le Mosche Junior (di cui vi parliamo qui sotto! ndr), che si ispira a un meccanismo simile ma con personaggi adatti a pubblico di lettori e lettrici più giovani.

Sono progetti che dialogano molto bene con i libri di narrativa di cui parlavo prima e che a loro volta dialogano anche con Nuove Onde, la collana di saggistica. L’idea che sottende a tutto il progetto della casa editrice è sempre quella di trattare tematiche legate alla contemporaneità, affrontandola da punti di vista diversi di volta in volta, come abbiamo fatto con titoli come Femminismo Interrotto di Lola Olufemi, Glitch Feminism di Legacy Russell, Patriarcato for Dummies di Eugenia Nicolosi. Abbiamo anche la passione della poesia, che omaggiamo con la piccola collana Poiesis. L’ultimo titolo pubblicato è proprio una raccolta di Viola Lo Moro, Luoghi Amati.   

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Mosche d’oro Junior: la nuova collana di Giulio Perrone Editore

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