L’imparagonabile Proust (come writer e eat myth)

Accusatemi pure di melensaggine – write Alessandro Piperno in Proust senza tempo (Mondadori) -, ma scordatevi che alla mia età mi privi del romantic place say sovrapporre il destiny di Proust to that of his alter ego. Deaf as I am to any religious confession, ho bisogno di credere che la vita si specchi benignamente nell’arte. En ne ho bisogno soprattutto when mi sento di pessimo umore”.

Da critico-lettore che sa parlare soprattutto di sé, specchiandosi nell’autore, center così a node si direbbe fundamentale per tutti noi lettori (magari non critici di professione né di elezione) della Search. Perché, al di là del lungo dibattitto sulla distinction between io che scrive and io che viveboth facing Marcel Proust to the point of transformation com’è noto il suo saggio contro Sainte-Beuve in the narrative monument of the perduto e ritrovato time, it is true that own sul confine tra l’identità dell’autore e quella del personaggio che dice io si gioca non tanto un’idea di letteratura, ma il nostro stesso rapporto con la letteraturathe demand inevasa her ciò che stiamo facing, che stiamo provando, che stiamo living when I immersed in a book.

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It is evident that the case of Proust is very representative of this condition, even if it is not alone. For example, the narrator of it Search non ha nome, ma nella prigionierapoi nella runaway emerges, always pronounced, or written, from Albertine an ironic Marcel: “He says: ‘Mine’ or ‘My dear’, I followed one or the other of my battesimo name, il che, giving the narrator the stesso name of the author of this book, avrebbe fatto: ‘Mio Marcel’ , ‘My dear Marcel’”. And it is answered that I will sound a bit contorted, other than markedly ironic, it is certain – at least considering the transparency of the character of Albertine – that Piperno defines “Le ragioni per cui (Proust) voleva tenere i ficcanaso a debita distance dagli affari suoi” ragioni non certo “artistiche” ma privatissime.

Marcel if maschera per tenere in sottofondo la propria vita privata, per certi aspetti scandalosa – even if they do not sow it troppo in their environment, considering that they do not face much to nasconder it: eppure, nello stesso tempo, vi continuously allude, anzi “è il primo ad adoperarsi affinché tale mito” (ma attention, non quello delle sue scelte sessuali , ma del ragazzo timid was pure travagliato da desideri, poi mondano inconcludente, infine scrittore inavvicinabile, chiuso nel fuoco esclusivo del lavoro proprio) “si diffondesse como un’epidemia”.

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Lui knows the value of his own work, and he believes fine in the background. He gioca col letore un po ‘come il gatto col topo, knowing that alla fine sarà the book will prevail. The epidemic has così colpito più o meno tutti, ad onta della messa in Guardia a po’ snob e anzi secondo Piperno “scriteriata”, di Vladimir Nabokovche in una lezione ammonisce gli allievi americani: “C’è una cosa che dovete imprervi bene in mente: l’opera non è un’autobiografía, il narratore non è Proust in persona ei personaggi non sono mai esistiti se non nella mente dell’autore. Don’t take care of him, quindi, della sua vita della que in this case it is not important and anzi ingenerebbbe so much confusion, soprattutto perché narratore e autore s’assomigliano per più di una aspect e si muovono pressappoco nel medio ambiente ”. Parole al vento: the Search (nella definition di Rene Girarda romance and the genesis of this romance” nello stesso tempo) ci spinge quasi irresistibilly to fence the biography.

Marcel Proust Giuseppe Scaraffia

Piperno in “her” Proust (and the gesture of appropriazione that the title of the book says a lot) is not well-known, for the sake of communicating that “useful ribadire che chiunque scambi un grande romanzo per un’autobiografía, oltre a peccare di dabbenaggine, nega l’essenza, per così dire, astorica del genio letterario”, perché com’è ovvio “non tutti gli snob, non tutti i malati cronici, non tutti gli omosessuali, non tutti i mezzi ebrei affascinati dall’aristocrazia sono destinati a diventare Proust” (e ci mancherebbe).

The biography or il pettegolezzo (his Proust ce n’è una valanga) gives a certain point of view non spiegano niente, sono forse inutili se cerchiamo in esse le ragioni di una genesis: in depth, turning to Nabokov, i grandi romanzi sono “grandi fiabe”, not solo, ma sotto questo aspetto le grandi idee prese in sé “non servono a nulla” – figuriamoci le piccole. E tuttavia a volte le favole possono rivelarsi due, parallele e intersecate: e qualcosa le idee, le biografie, le mitologie built around this infine ci deacon: soprattutto when the romanzo ci sta parlando del tempo.

Proust is obviously not the only one who faccia, also he is, fra i molti scrittori che hanno affrontato il tema, quello in degree of walking più lontano, or più in depth. As Piperno says anchor, da letore e con la libertà (condizionata) que ne consegue, fra i romanzi “capaci di avvincerti ea cui tornare spesso e volentieri” non c’è n’è uno “che non abbia trovato un modo tutto suo di scolpire il Tempo”. È a dichiarazione d’amore, or di poetica, e soprattutto come dargli torto? In this case, there is a dichiarazione long underwritten, also perché ci riporta al tema della nostra set of biographyuna sete che tuttavia non è uguale per tutti: perché ad esempio fra i grandi che si sono misurati con “l’oppio del tempo” (the metaphor is di W. G. Sebald) – ci sono stati ache i memorialistici “classici”, if I thought of a Rousseau or yet Casanova. Ricordavano, modifivano, inventavano. Ma in fondo il loro lavoro (fatto per non muertere di malinconia, diceva il cavaliere di Seingalt, o porre se stesso in una sorta di posizione monumentale ed esemplare, alla fin fine per narcissismo come accade al genevrino) presumed a different way of confronting himself .

Daria Galateria in Proust's Bestiary

Proust digs into his own memory in a sorta di utopia dell’eternità (with l’aiuto di strumenti, dall’arte all’ironia, che rendono “la morte meno probabile”, as I write about Vinteuil’s musical “phrasetta”); We kept Sebald, let’s see if his son was saved from him, let’s see him operate the necromancer, scavareI will evoke a death’s death to respond to the appello parrot.

E sarà da notare, incidentally, che his biography of esiliato, of travel, of instancabile camminatore, pure with a high “mythological” potential, sembra non interessare a nessuno: forse perché non aggiunge molto alla particular narrative e naturally alla grandezza dell’autore. C’è già tutto sui libri, quel che si deve capire, quello che ci storm e quel che si deve, diciamo così, indovinare.

Proust, a tutto dire, è invece unparalleled. Eat a writer and eat a myth. C’è persino chi lo trova “noisome”, ma è uno sciagurato – anche se forse, nella vita quotidiana, Marcel a little it was, noioso and persino unfriendly. Ma è una vita, la sua de el, che continua a riguardarci. It is enough reading the new edizione tascabile, appena uscita per Bompiani, della biografía che gli dedico Giuseppe Scaraffia (a biography that è nello stesso tempo una littura della Searchi due piani sembrano davvero inestricabili), or, in a complete translation to the text, that fascinating catalog Daria Galateria has dedicated to the theme of “suoi” animali in The Bestiary of Proust (Sellerio).

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Marcel, quello che viveva la quotidianità di a ricco borghese alla ricerca del Libro non perduto ma possibile and persino, in his highly contradictory way, salvific, non ne poteva tenere, considerata asthma and hypochondria; ma il narratore sembra viaggiare attorniato da un’enorme arca dove ai cavalli che appassionavano Albertine si aggiungono – e qui bisogna ammettere che non ce ne eravamo accorti se non in minima parte – il serpente boa o la balena, le foche, i gabbiani, tutti oggetto di qualche invidia por la loro libertà (also dal pensiero): e le vespe, i topi, gli esseri favolosi come la Fenice o quelli metaforici che ci descrivono i personaggi chiave: ad esempio la duchessa di Guermantes la cui pelliccia ricorda “un piumaggio spesso, fulvo e dolce di un avvoltoio”.

È così che si attua tra esistenza reale (ma quanto reale?) e fittizia, letteraria (ma quanto fittizia?) una sorta di alchemico opus, quello stesso che Piperno, pardoning infine l’affermazione “scriteriata” trova ancora una volta nelle parole del suo amato Nabokov, a stylistic sigil: “The conversation and the description sfumano l’una nell’altra, creating a new unique element, in cui il fiore, la foglia e l’insetto appartengono a una stesso e solo albero in fiore”.

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