Libri: ‘Una notte’ di Calaciura, epopea degli sconfitti – Libri – Narrative

Francesco Terracina (ANSA) – PALERMO, NOVEMBER 25 – (GIOSUÈ CALACIURA, “UNA NOTTE”, SELLERIO, PP. 205, EURO 16).

It starts with “Bambino buono” and ends with “L’uomo cattivo”.

I ten quadri that compose the book by Giosuè Calaciura, “Una Notte”, si aggiungono alla mostra dei vinti, an “anthology” that continues the itinerary of the Palermo writer, starting with the monologue of the mafioso di “Malacarne” (1998) , che sciorina l’orrore del suo pastato e in qualche modo chiara una sconfitta: “Non eravamo più niente, signor giudice”, è il refrain che accompagna la confessione del protagonista davanti a silent magistrate. E non è più niente l’umanità perduta che in quest’ultimo romanzo confluisce verso Betlemme dove al terminus della notte nascerà Gesù, il re dei re che dovrà salvarli dalla condizione di reietti.

Ma neanche quella miracolosa nascita ha alcunché di straordinario. The event follows a copy già scritto: Maria and Giuseppe, che non trovano un letto e un riparo, sono nulla di più che attori su un palcoscenico. Osti and shelters che negano loro hospitalità, più avanti “avrebbero giustificato the parrot rifiuto and gli altri to come, opposing the necessity of the parrot roll in the logic of that sacred rappresentation… It was only cattiveria di scena”, also “the prophecy did not avrebbe avuto seguito no successo”.

Purity, rare antidote to the world’s evil, is all concentrated in “bambini e altri animali”, per rievocare il titolo di una felice raccolta di racconti pubblicata nove anni fa da Calaciura. Il bene risiede tutto nell’inconsapevolezza di sé, nel bambino scambiato, come accade a Gesù, che perduto tra i neonati viene raccolto a caso dalla madre nella folla dei lattaanti, perché i piccoli sono tutti equali e l’uno vale l’altro, e le donne “non seppero mai a chi di loro spettò il Bambino prezioso e tanto atteso… In quel sorteggio di neonati ogni madre prendeva a caso secondo sympatia il bambino più vicino e disponibile”.

In the chaos of mistakes, tra ladri, fattucchiere, orfani, prostitute, usurai, violatori, animali scannati con gratuita violenza (“il bue segue la trattativa tra gli affamati e il macellaio”), le vittime dividono con i carnefici l’insensatezza dello stare al mundo, ma anche la fascinazione della lingua dell’autore che, sgravata dalla zavorra dei concetti, si posa sui personaggi come una carezza.

Il ritorno di Calaciura agli appunti della historia, dopo il recente “I sono Gesù” del 2021, porta a spasso la contemporaneità en un’era fartana, como se la línea dell’evoluzione sentisse la nostalgia della spada e del sangue.

(ANSA).

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