LIBRI CHE RIMARRANNO/56: Righetti and ”La stanza delle mele” with Giacomo Nef

Matteo Righetto Libro

Ogni artist, bear dire ogni persona, has his own “stanza delle mele”, quel luogo dai profumi e dai ricordi unici, per metà prigione e per metà rifugio, per metà grembo gravido di idee e per metà tomba che chiude un cerchio.
Quella di Giacomo Nef, undici anni, last of three fratelli orfani allevati dai nonni materni, is the deposit of the wild mele dove il nonno rinchiude spesso per punishment, dopo see him severely punished.
quella di Giacomo Nef, Sculptor of international fame, is his laboratory in a street in Venice, who safeguards the opera that chiuderà il cerchio della sua ricerca esistenziale più che artistica.
Il perfume delle mele e del legno si mescolano in questo romanzo di matthew rigetto (“The stanza delle mele“, Feltrinelli, 2022, p. 231, Euro 18.00), dolciastri e pungenti entrembi come pungente è la sua prosa.
Righetto ci porta in 1954 to Daghè, “tre case, tre fienili, tre famiglie”, minuscola frazione di Livinallongo aggrappata alle pendici del Col di Lana. Chi knows the story of the strategic importance of that mountain, which was answered during the Great War itself because of its central position against the fence of Dolomites. Chi conosce quelle montagne sa la potenza che quei boschi nascondono in sé, e il fascino di quelle pareti visibili fin da Venezia (città di mare che si regge proprio sui tronchi delle conifere di quei boschi!), incendiate da tramonti rosa che non esistono in nessuna other part of the world. La Marmolada, the vulcaniche ridge of Padon, the massiccio tozzo del Sella, i campanili del Civetta, the unusual slancio del Lagazuoi popolano gli occhi del giovane Giacomo, che un giorno under a tremendous storm in Bosch Negher trova un omo impiccato.
Chi è quell’uomo? Possibile il nonno, what has Giacomo ordered to recover the lasciata là roncola, non l’abbia seen? to chi say it? Ai fratelli più grandi? In country? Il terrore del bambino custodisce a secret that the suggestion transforms because of a series of events lasciano Giacomo, Titta e Celestino, i fratelli, ancora più soli e dispersi.
Chiuso nella stanza delle mele Giacomo scopre la scultura come sollievo alle percosse del nonno e catharsi creative, and it will be this maieutic discipline to farlo diventare non solo más grande adult. Il bambino Giacomo e l’artista Nef near infatti la risposta alla stessa domanda su quell’uomo impiccato: “I will return to this moment of my carrier – says adult Giacomo to his gallerist – and I will become my own with this opera and all of that desidero. Non chiedo altro. Per me means chiudere un cerchio”.
“Ci sono cose che valgono più dei soldi”, aveva imparato da ragazzo, turning col nonno e la nonna nelle valli ladine, accudendo la terra e gli animali, dreaming che il Lagazuoi fosse il suo K2 (l’impresa di Lacedelli e Compagnoni è own ’54).
“La stanza delle mele” has the incantata voice of this ragazzo that is unstoppable, its misfortune, the language of a world in Corsican verse modernity. Righetto inonda di termini ladini, come radici not only lessicali da cui non staccarsi, perché se più belle hanno nomi unici, ancestrali. Sono il “fistìl”, l’abbeveratoio scavato in a trunk di larice, i “mader”, le faine che attaccano il pollaio dei Nef, il “dorch”, il fieno del secondo taglio stagionale, e così via. Ma il romanzo has also la voce inconfondibile di Righetto.
Matteo mi pardonerà said anzi che “ritrova” la voce inconfondibile della sua potentissima trilogia “della frontiera” published with Mondadori.
That it was indeterminate, talora fiabesco, talaltra western, who has a name and coordinate geografiche minutely and quasi impudiche: it is not possible to locate the “Nevada” through the Dolomiti and the Prealpi Venete dove avevano la casa i De Boer, qui We can open Google Maps and laugh at the road “sinuous as an orbettino” that Pieve di Livinallongo carries ad Agai, the Daghè del romanzo.
Trovo che questo si uno dei romanzi più belli tra i molti belli di Righetto e capisco che lui abbia parlato di sé stesso e di quell’arte, la scrittura, così simile alla scultura.
When I wrote far and compliments I was tempted to chiederglielo: “How much autobiographical on this page, Matteo?” Non l’ho fatto perché ci sono aspetti su cui un scrittore ha un prude particular. I prefer perciò to behave like a brave critic deve fare, and I will investigate io tra le righe.
C’è quella descrizione di Colle Santa Lucia, where Matteo lives, messa in mouth to a magical personage of the romance, which comes from a spia from the point of view of the author: “Is a particular post, sai? If I possono vedere ben sei vallate : Codalonga, Fiorentina, Fodòm, Pettorina, Biois e Cordevole. Da nessun altro posto si possono vedere così tante valli dall’alto. Lì soffia semper un ven che non ha nome, è il respiro di tutte le frontiere” (p. 99) .
C’è il nome del fieno, “dorch”, che with the maiuscola has a particular meaning per Matteo che i suoi amici conoscono.
C’è la vigna inselvatichita eppure ancora fruttifera di Renzo Tramaglino when Giacomo ritorna, adult, in a Daghè abbandonata dagli uomini e riconquistata dalla natura. E io so quanto Righetto conosca e ami Manzoni.

C’è, credo, quella inesausta ricerca di senso che né la religione, né il denaro, né le leggende possono dare: “L’essere umano, più che dal bisogno, è mosso dal significato”, says Giacomo quasi at the end of the romance . È l’arte a permettere l’agnitio finale, che chiude il cerchio e manzonianamente salva.

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