I migliori libri per scoprire la musica parte terza: i musicisti italiani

Chi ha fatto grande la musica nel nostro Paese? Quali sono i nomi memorabili che possiamo scoprire o riscoprire leggendo le loro storie? Non possiamo ovviamente coprire tutto il dopoguerra con un solo articolo. Ci concentriamo su alcune figure che sono transgenerazionali e che hanno disegnato un momento molto ampio del costume del nostro Paese.

Le loro storie sono raccontate con delle biografie scritte da altri musicisti o da giornalisti, con delle autobiografie oppure con degli spunti un po’ più originali, magari illustrate con foto meravigliose come quella di Mina, alias Mina Anna Maria Mazzini, la Tigre di Cremona, una delle migliori cantanti di tutti i tempi. Scoprirete qui perché la storia di questi artisti è stata così importante e quanto ancora ci sia da scoprire se non li avete mai incontrati prima. Buona lettura e buon ascolto.


Mina. Ediz. illustrata

Lei è la più grande. La voce italiana che ha cambiato tutto. Un talento assoluto, la capacità di segnare un’epoca. Ancora oggi amata e ricordata. Ma la sua storia, oltre alla sua musica, è fondamentale e qui viene raccontata in maniera originale: la figura artistica, l’anticonformismo e i mille volti. La voce e la musica, la moda, gli incontri, la televisione: molti punti di vista per “provare” a descrivere in un libro di parole e di immagini le sfaccettature di una donna e un’artista unica, che da sempre è stata protagonista e fonte di ispirazione per musicisti, fotografi, disegnatori, creatori di moda. Foto d’autore e foto rubate, disegni, interviste d’epoca di grandi firme del giornalismo italiano (fra cui Bocca, Clerici, Fallaci) vanno a comporre un libro curato nei dettagli e nella grafica, un racconto a più voci che restituisce la figura caleidoscopica, il mondo, le passioni di Mina.

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Franco Battiato

Scomparso troppo presto, prima di aver finito di comporre e cantare brani che avrebbero potuto accompagnarci ancora per molto tempo. Eppure la musica di Franco Battiato continua: Aldo Nove racconta questo del musicista siciliano. La sua musica è un dono, un invito a smarrirsi per poi ritrovarsi; è un’esortazione a sperimentare continue incursioni in un altrove sconosciuto, negli infiniti «mondi lontanissimi» che possono aprirsi lungo il cammino delle nostre vite. Ed è proprio questo «senso di stupore inaudito» il sentimento dal quale prende le mosse Aldo Nove per ripercorrere la parabola umana e creativa del musicista siciliano e illuminare le incessanti peregrinazioni dello spirito che la alimentano. Verremo condotti per mano nei meandri dell’opera di uno dei più grandi geni della musica contemporanea e saremo chiamati a cogliere i «frammenti dell’infinito» disseminati lungo un percorso musicale ed esistenziale di rara intensità. Infine, leggeremo le parole d’amore e di riconoscenza di un grande scrittore nei confronti di un uomo in grado come pochi altri di trascendere i confini, di guardare oltre le cose.

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Tecnica mista su tappeto. Conversazioni autobiografiche con Franco Pulcini

Pubblicato la prima volta nel 1992, è il primo libro in cui Franco Battiato racconta la sua storia come uomo e come musicista. La gioventù in Sicilia, gli esordi milanesi e la gavetta nelle balere, la sperimentazione delle droghe, l’arrivo della musica elettronica e l’incontro con Stockhausen, la scoperta della religiosità mediorientale e laica, le tante canzoncine intelligenti, le grandi creazioni spirituali, e molto altro. Un genio assoluto e con una sensibilità estrema.

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Inseguendo quel suono. La mia musica, la mia vita. Conversazioni con Alessandro De Rosa

Quattro anni di incontri tra il giovane compositore Alessandro De Rosa ed Ennio Morricone, il grande compositore che ha segnato una intera epoca della musica italiana. Il risultato è questo libro. È un dialogo denso e profondo, e allo stesso tempo chiaro ed esatto, che parla di vita, di musica e dei modi meravigliosi e imprevedibili in cui vita e musica entrano in contatto e si influenzano a vicenda. Morricone racconta con ricchezza di particolari il suo percorso: gli anni di studio al Conservatorio, gli esordi professionali per la Rai e la Rca dove scrive e arrangia numerose canzoni di successo – sua, tra le tante, Se telefonando, interpretata da Mina -, le collaborazioni con i più importanti registi italiani e stranieri, da Leone a Pasolini, a Bertolucci e Tornatore, da De Palma a Almodóvar, fino a Tarantino e all’ultimo premio Oscar. In pagine che danno vertigine a chiunque ami la musica e l’arte, il maestro apre per la prima volta le porte del suo laboratorio creativo, introducendo il lettore alle idee che stanno al cuore del suo pensiero musicale e fanno di lui uno dei più geniali compositori del nostro tempo.

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Non so che viso avesse. Quasi un’autobiografia

Genio, talento, stagioni diverse attraversate in più di cinquant’anni di attività artistica. «Che aspetto avrà avuto un mio probabile (o improbabile) antenato, quel Guccino da Montagù che, secondo un documento del Cinquecento, è chiamato come testimone in un processo riguardante dei possedimenti fondiari? “Non so che viso avesse…”, è il caso di dirlo»: per raccontare di sé Francesco Guccini parte dalle radici. La famiglia di mugnai che per secoli fatica e lotta in una valle tra gli Appennini, il padre che per primo fa un mestiere diverso, e poi lui, il giovane Francesco, che presto impara a giocare con le parole: come cronista alla «Gazzetta dell’Emilia», come insegnante di lingua italiana, poi come autore di testi in versi e in prosa. E con la musica. E poi le osterie, le grandi amicizie, i viaggi tra la via Emilia e il West, la passione civile e quella amorosa, la chitarra, la scrittura, i compagni di strada ormai partiti «per più verdi pascoli»: in questo libro corre veloce il racconto di una vita che ha accompagnato le nostre con il timbro della sua voce inconfondibile. E se (come suggerisce Guccini stesso in apertura) scrivere una autobiografia è forse impossibile, queste pagine ci consegnano comunque il senso di una vita intera animata dalla fiducia nel “canto” (nelle sue molteplici accezioni) come strumento di conoscenza e di resistenza.

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Rino Gaetano e il Regno di Salanga

La morte precocissima, una scomparsa improvvisa che ha privato l’Italia di una delle sue voci più originali e autoriali. Un grande cantautore. La storia di Rino Gaetano è, per quanto breve, formidabile. Questa biografia è concepita come un viaggio in autostop, quelli che piacevano tanto a Rino Gaetano. Chiunque abbia dato un “passaggio” all’autore, Angelo Sorino, arricchendo le memorie sulla vita di Gaetano ne è diventato un amico e una persona di riferimento. Lungo la strada, Sorino ha raccolto parole, sguardi, racconti ed emozioni. Ai sentiti interventi di chi ha condiviso con Rino Gaetano gioie e dolori, momenti quotidiani o irripetibili, si aggiunge il ricordo affettuoso e inedito di chi ha trascorso con lui gli ultimi momenti prima del tragico incidente. Insomma, un viaggio e un documento imperdibile per tutti coloro che considerano Rino Gaetano uno tra i più grandi cantautori italiani e che, soprattutto, pensano che fino a oggi nessuno sia riuscito a documentarne il vero spirito. Qui ci abbiamo provato.

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Edoardo Bennato. Venderò la mia rabbia

Edoardo Bennato è uno dei più grandi talenti musicali italiani. Cantautore completo, “americano”, blues ma anche straordinariamente pop, partenopeo nell’anima, universale nel sentimento. Di Edoardo Bennato oggi si parla davvero (troppo) poco. Eppure, negli anni Settanta è stato forse il più amato tra i cantautori e ha creato almeno una trentina di brani che possono essere considerati dei classici della nostra discografia. Canzoni come “Salviamo il salvabile”, “Un giorno credi” e “Meno male che adesso non c’è Nerone” hanno rappresentato la colonna sonora di una generazione immersa in una confusa realtà quotidiana fatta di austerity, di scontri di piazza e di terrorismo che via via diventava sempre più imprevedibile e feroce. Una carriera tutta in salita, quella di Bennato, che ha dovuto lottare con le unghie e con i denti per conquistarsi il proprio posto al sole. Il cammino, dai primi concertini con i fratelli nella Napoli degli anni Cinquanta passando per il trionfo di San Siro nel luglio 1980 di fronte a 80mila persone in delirio, fino a giungere al recente inno per i 150 anni dell’Unità d’Italia, non è certo stato una passeggiata. Se Edoardo ce l’ha fatta, è stato grazie alla sua (sana) rabbia, e alla ferma convinzione nel proprio talento.

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Lo sai che da vivo sei meglio che in Tv?

Dodi Battaglia è una delle anime dei Pooh. È anche una delle figure fondamentali per raccontare la storia di un modo più che di un periodo. Un modo di ascoltare musica, di vivere le emozioni, di passare il tempo. I Pooh per tre generazioni hanno voluto dire essere e vivere in maniera diversa: amati in tutta Italia. La storia di Battaglia è ancora più particolare di quella dei Pooh. Musicista riservato e spesso concentrato sul proprio strumento, Dodi Battaglia è in realtà un uomo aperto alla vita, animato da una grande passione, disponibile per chiunque lo avvicini con sincerità e forte dell’ironia tipica della Bologna in cui è nato. In questo libro ha preso la parola, per la prima volta, per raccontare a suo modo quello che c’è stato e c’è dietro una carriera ricca di tanti successi e soddisfazioni: anni di gavetta e di furgoni, di incontri fortunati e di momenti difficili, di impegno costante e di sorprese, di amori, di addii e nuovi inizi.

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Katy per sempre

Chi lo dice che la musica leggera italiana sia solo canzonette e qualche storia di eccessi dei suoi artisti, tra Sanremo e Castrocaro? Leggete questo libro. Chi è Katy? È una ragazza dolce e un po’ ribelle con tanti sogni e un grande amore per la musica. Il suo rifugio speciale sono le canzoni dei Pooh. Nei momenti difficili che la vita le riserva la aiutano a rimettersi in piedi e a ricominciare. Nei periodi felici, nei momenti bellissimi che l’amore e l’amicizia le regalano, quei testi e quella musica diventano i suoi compagni migliori, e le basta riascoltarli per provare l’intima gioia di quegli istanti. Appassionante e coinvolgente, la storia di Katy attraversa il nostro tempo, parla al nostro cuore toccando corde profonde e facendoci riflettere. In una trama di emozioni e realtà, ritroviamo la sensazione che ognuno di noi ha provato nella vita: «Quella canzone parla di me. In quel brano ci sono io. Quel testo mi ha fatto capire chi sono davvero». Perché la musica salva e la poesia aiuta a vivere.

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Non mi sposerò mai. Come organizzare il matrimonio perfetto senza avere alcuna voglia di sposarsi

Sempre un pezzetto dei Pooh, sempre un pezzetto della loro storia. Ma, ancora una volta, con una prospettiva molto originale. «Non mi sposerò mai! Me lo sono ripetuto per tutta la vita, sin da quando ero ragazzino. Ogni volta che si sfiorava l’argomento matrimonio, o che qualcuno nella mia cerchia di conoscenti minacciava di sposarsi, o che mi sentivo rivolgere domande del tipo “Ma non hai mai pensato di mettere la testa a posto?”, il mio mantra era puntualmente lo stesso: “Non mi sposerò mai”.» E a questo mantra Stefano D’Orazio si è tenuto stretto con tutte le forze, mentre attorno a lui amici e compagni cadevano vittima uno dopo l’altro del «sacro vincolo» (e gli altri Pooh si sposavano due o tre volte a testa). Ma nella vita di ogni uomo, si sa, c’è una donna destinata a fargli perdere completamente la testa e a rivoltargli la vita come un calzino. E così, dopo soli dieci anni di convivenza, in una notte sconsiderata di inizio estate ‒ e in diretta tv dall’Arena di Verona ‒ Stefano è arrivato a formulare la fatidica proposta alla sua amata Tiziana. E vissero felici e contenti? No, questo è solo l’inizio della nostra storia. Perché al giorno d’oggi mettere in piedi un matrimonio è più impegnativo che dar vita a un tour di cinquanta concerti negli stadi. I futuri sposi vengono risucchiati in un girone dantesco popolato da wedding planner e flower stylist, manager dal sangue blu e hostess svampite. Da questa esperienza Stefano è uscito più saggio, più sfinito e soprattutto più sposato: essendo sopravvissuto per raccontarcela, condivide con i fan che lo seguono da una vita e con gli sventurati che hanno in mente di sposarsi tutti i trucchi e i segreti per organizzare il «giorno più bello» senza avere una crisi di nervi e senza desiderare di uccidersi a vicenda. Un anti-manuale ironico, irriverente e sincero come il suo autore, ma in fondo anche una romantica storia d’amore: perché pure sotto la scorza del più duro dei batteristi batte un cuore.

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Inter nos

È lui, il Re della musica leggera italiana. La voce più bella, più intonata, più amata. La potenza di una figura carismatica che da cinquant’anni regala emozioni. Diario social di una delle voci più amate della musica popolare italiana. Cinque anni di pensieri, riflessioni, domande e tentativi di risposta, firmati Claudio Baglioni: pagine profonde e leggere, che riflettono e fanno riflettere, affidate al mare virtuale di Facebook, in un rapporto – allo stesso tempo – intimo e pubblico con il popolo della Rete.

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Faccio Musica. Scritti e pensieri sparsi

Ezio Bosso è stata una delle figure più intense e particolari del nostro tempo. “Mi chiamo Ezio, nella vita faccio la musica. E sono un uomo fortunato. E questa e l’unica cosa che vorrei dover dire per parlare di me”. Il Maestro Ezio Bosso è ormai un’icona dei nostri tempi. È il volto di un uomo intriso di passioni e forza d’animo; è il movimento, a tratti lieve e a tratti tempestoso, di una bacchetta che guida l’orchestra e che disegna mondi inesplorati. Il 14 maggio del 2020 Ezio Bosso si spegne nella sua casa di Bologna, a soli 48 anni. In vita non aveva mai voluto pubblicare la sua autobiografia. Ora, a un anno dalla sua morte, questa raccolta di testi inediti, che ha come modello di riferimento lo “Zibaldone” leopardiano (cioè un insieme di scritti sparsi di varia occasione) contiene i suoi pensieri più intimi, l’infanzia torinese e il percorso artistico nelle tante città d’Europa e del mondo; la dedizione incondizionata alla musica come espressione culturale fra le più alte, ma anche fra le più accessibili e potenzialmente democratiche grazie alla sua forte componente emozionale; il rispetto della musica e dei suoi protagonisti – pubblico incluso – come parte irrinunciabile della società civile. E poi gli ultimi tempi difficili della malattia e della pandemia nelle sue riflessioni “matte e disperatissime”. Da queste pagine si evince chiaramente il pensiero di un grande compositore e direttore d’orchestra, di un grande divulgatore e intellettuale, un appassionato polemista di una società che fatica a riconoscere l’importanza di un’arte tanto sottovalutata. “Faccio Musica” è un testamento di rara potenza di uno dei più importanti artisti di questi ultimi decenni.

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Roberto Cacciapaglia. Atlante del quarto tempo – una biografia in musica

Autore unico, compositore dotatissimo, figura emergente. La storia di Roberto Cacciapaglia, il compositore che ha costruito un percorso originale e unico. Dagli esordi come pioniere della musica cosmica al trionfo dell’Albero della Vita per Expo 2015, passando per le sperimentazioni elettroniche, la musica classica, la new-wave, i concept album e la collaborazione con la Royal Philarmonic Orchestra. L’autore di questa biografia, Jacopo Caneva, analizza brano per brano il cammino artistico e umano di Cacciapaglia, portandone alla luce le profonde implicazioni musicali e spirituali. Un percorso che parte da Sonanze e ha al centro lo sconfinamento oltre i generi e il concetto di “distillato”, caro a Cacciapaglia sin dagli esordi, tra esperienze musicali ed emozionali diverse tra loro, ma unite senza perdere le proprie peculiarità, bensì portando alla luce una zona d’ombra inesplorata, quel luogo simbolico, il quarto tempo, dove si cela la poesia della musica, che può insegnarci a riscoprire noi stessi e il mondo.

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Le altre puntate di questa serie:

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I migliori libri per scoprire la musica parte terza: i musicisti italiani

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