I love L’isola del Tesoro ho scoperto l’avventura

Mezzogiorno27 August 2022 – 08:32

«Da bambina sono stata como Jim e Posillipo was mine Polynesia»

gave Giovanna Mozzillo

Innanzi tutto una premessa che ritengo doverosa. Ecco: I know for the “book of my life” it is intended to be a book that my great insignato will keep deep in my heart, my great will help me not to lose the orientation of the lusinghe and the real insidiousness, my great help on the fronteggiare il sorrow, my abbia imprisoned by hand to guide me through the incanti of nature and the fascination of the mystery, and sleepless my abbia fatto crescere e divenire quel che sono, ebbene, di libri così a me è capitato di leggerne tanti, not uno solo. Ma per forza: io appartengo to a generation because the narrative is stata compagna and constant interlocutrice. and allora? How do I regulate to respond to all’invito del Corriere? What criteria will I follow? Perché, privileging a title, avrei l’impressione di far torto agli altri.

At length they are stata perplessa, ma infine ho deciso: è L’isola del Tesoro il romanzo di cui parlerò. Sia chiaro: not perché nell’indagare la condizione umana Stevenson risca più penetrante de Tolstoi, de Mann o di Proust, no perché nel rapportarsi all’inconoscibile si più disturbing de Hoffmann o Melville, non perché dalle sue page io abbia tratto i valori in cui mi ostino a riconoscermi, ma… in quanto il testo (also I know, I am not familiar, the definition proposed forse non gli s’attaglia a pieno) has a characteristic per me essenziale: cioè con intensità bruciante, involving, contagious, risks a esprimere l’urgency and il fascination dell’avventura. Attenzione, però: quella di cui parlo è un’avventura irresistibile non perché votata a eroici fini, non perché averla vissuta procurerà complimenti e applausi, ma irresistibile “in quanto tale”, in quanto fine a se stessa, in quanto, se fa battere il cuore, è perché non sappiamo “come andrà a finire”, ma vogliamo saperlo, dobbiamo saperlo, capita?, at any cost: altrimenti non ci daremo pace. E’ così che la vive Jim, il giovanissimo protagonist of Stevenson.


Ed è così che l’ho vissuta io, da bambina e da adolescent, also sees in situations obviously less rischiose, e come me l’hanno vissuta tanti della mia generazione: godendola e soffrendola in mezzo al verde, in bilico sul bouquet ondeggiante di an albero or inseguendo in a riflesso di sole l’ombra volatile d’un dio, or exploring nuoto le insenature, le grotte, gli anfratti arcani di Posillipo (l’ha detto also La Capria: Posillipo è stata la nostra Polinesia) e poi nei vicoli tortuosi, nei fondaci obscuri, nei supportici sghembi, quando, passingandoci a tarda sera, ne giungevano gemiti, sussurri, sospiri. It was the Anime del Purgatorio venerate nell’edicola all’angolo, or it was a maschio e una femmina che, dietro la porta chiusa di un basso, stavano doing… “l’amore”, ossia quella cosa che, ci avevano detto, è di tutte l’avventura più emozionante e segreta? Interrogativi e suggestioni di cui nulla, non sia mai!, dicevamo ai genitori, così come tacevamo del serpente avvistato in giardino o dell’uomo coi calzoni sbottonati che ci aveva pedinato in Floridiana.

Perché la scoperta della vita è un’avventura da affrontare e (incamerare) da soli. Come da solo la gestisce Jim in the romanzo di Stevenson. Jim in cui mi son semper riconosciuta, Jim che ho semper ritenuto un potenziale fratello, Jim che resterebbe allibito nel sapere che i ragazzini odierni spesso le proprie emozioni le traggono soprattutto dai video-giochi. Ma L’isola del Tesoro is not my only face because of the way in which I can scoprire e vivere l’avventura, ma also per altre ragioni che comun que all’avventura sono strettamente connesse. Ragione number one: il mare. Perché l’avventura di Jim è un’avventura che ha il mare come scenario e comprimario. E a me que il mare l’ho so frequentato e amato, nel tuffarmi, nel sommozzare, nel perlustrare le cavità della roccia alla ricerca di ricci, nel lasciarmi carezzare dai licheni undulanti under the spinta della tide, often è capitato di pensare a Jim .

Jim che, always identical to his stesso in the eternal present of the narrative, of the sea ascolta the voice, breathe gli aliti, taste the sapore, enjoy the changing tavolozza dei colori. A Jim di cui il mare regalmente ricambia l’affetto. È infatti il ​​mare a vengli aiuto, when gli acccade di sperdersi in mezzo alla selva, all’interno dell’isola, perché, tending l’orecchio, egli sente il mugghiar delle onde, e ritrova la strada. E senza the solidarity of the sea, not gli riuscirebbe l’impresa “incredibile” di recover only the ship that the ribelle city has abandoned. Ragione number due: the gratitude that I dedicate to romance, because I have long fed a playful complicità with my husband, also lui devout cultist of Stevenson, at the time in which the state of the world is battevamo col joy le acque della Costiera.

It happens: that any unforeseen event if you show up, the anchor incagliata, the motor in panne, the prua sbattuta contra un scoglio, or “l’ammutinamento” dell’equipaggio (which obviously in the case we did not look ad agguantare il treasure, ma , al crido di “enough with questi panini!”, claimed a sosta nelle acque del Cantone per banchettare da “Pappone”), noi due facevamo a gara a chi was più rapido nel cite an episode of the book cui la situazione fosse assomigliabile.

Ragione number three: “l’anglicità”. Di cui, premesso che i narratori inglesi mi stanno bene tutti, L’isola del Tesoro is undeniably a concentrate all’ennesima potenza. Not only perché è storia di mare e d’avventura e di avventure sul mare gli inglesi not se ne sono risparmiata nessuna, ma perché è always esente da rhetoric e seriousità, peccati che noi latini spesso non sappiamo e non vogliamo evade, e ha personaggi che, also in frangenti estremi, non renounce all’humorismo e all’autocontrollo (il pericolo? Di fronte a esso non sia mai perre la testa, bisogna managelo e addomesticarlo, così come s’addomestica un restless exile).

In fine, last determining factor, the book is impreziosito gives a strabiliante personaggio: Long John Silver, detto “Porco Arrostito”. Strabiliante perché? Perché he is a criminal senza scrupoli, willing to qualsiasi carneficina by his own tornado, but at the same time he is a person endowed with great empathy, with a chiacchiera così travolgente that, senza esitare, I will follow him even all’Inferno. Apart from the fact that with death he is totally in confidence that he perfects the forca to which he will probably be condemned for lui rappresents an argument that he will talk to in a spirited and burlesque tone. Insomma, L’isola del Tesoro is a book that makes it impossible to find a moral. Ma forse proprio per questo insegna molte cose.

27 August 2022 | 08:32

© RIPRODUCTION RESERVATION


We would like to say thanks to the author of this article for this amazing web content

I love L’isola del Tesoro ho scoperto l’avventura


We have our social media profiles here and other pages related to them here.https://star1015fm.com/related-pages/