I libri che ci abitano: I miei genitori/Tutto questo non ti appartiene di Aleksandar Hemon

Assistere da lontano alla disgregazione di ciò che un tempo chiamavamo casa: “Nessuno della mia famiglia will die in the Country in cui è nato”. In 1992, at 28 years old, Alexsandar Hemon I started a second life: I negli Stati Uniti per motive di study, dovrebbe rientrare a casa ma all’improvviso chiudono l’airporto di Sarajevo, è scoppiata the war.

Oggi l’autore racconta questa e molte altre storie in a precious memoir, I miei genitori/Tutto questo non ti appartiene (Crocetti editore), a double book with doppia copertina that in the center has a photographic insert with images of the family: from any part if it started, it is the one that does arrive. “While I concentrate on the text dedicated to my parents, and the childhood riches have been imprisoned to ossessionarmi”, Hemon spiegato. “I am just a writer, I really intend to make a book. I am so much fun and I am thinking of raccoglierli. I am my agent adverre the idea of ​​publishing and due to work in a single volume, and I am approved : così if you complete it to vicenda”.

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Lontano dagli affetti, senza più un luogo da chiamare casa. Oggi Hemon recounts the strappo straziante da un mondo, his son, with i sogni infranti dei genitori, the war, the attempt to build a new life. The sradicament is always a theme of the author’s narrative and it becomes fuori with force: “The house is that fragrant nulla da cui sono lontano”, he writes. Come già nel romanzo The Lazarus project (Einaudi, 2010)dove spiegava: “The house è dove qualcuno nota la tua assenza”.

Scrittore assai powerful and original, eat molti altri balcanici Hemon It has the characteristic of school racconti drammatici – i campi profughi, l’eliminazione della lingua (del lingue), interi popoli that in the attempt to dominate if vicenda finiscono with il buttare a mare a cultural heritage built in millenni – with irruzioni di ironia e tenerezza , specifically in the part of the book dedicated to the richness of childhood, like this, when I was five years old and visited her house: “Il corridoio era buio e non riscaldato e non c’era niente da fare, né un libro ne a giocattolo, parrot fumaro in kitchen and not c’era nessun altro posto dove sedersi, niente da fare (…) open the door of the kitchen and announce: I’m going home, and I parrot my dissero: vai, vai, cosa vuoi che ce ne importi? Not mi presero sul serious”, he writes, and because of the racconta di essere return home following the binari del tram: “Il mio mondo era stabile e dotato di tutti i punti di riferimento essenziali, perché era il mio mondo , e tutto era com’era: possedevo una mappa di me stesso e sapevo com and read it”.

An other story is a omaggio all’amata Sarajevo, con l’odore di bruciato delle stoppie e dei cespugli secchi, when dopo le vacanze if he returns home from the countryside, pochi giorni prima dell’inizio della scuola: “when we entered our apartment , si sentiva la fragrance della nostra assenza, della silenzio e della pulizia, del nostro non esserci”. The baby Alexsandar controls that everything is in order, near the tracce of the passaggio di qualcuno, a bit like in her favorite Riccioli d’oro and three orsiper capire “se in quello spazio if it was svolto qualcosa di diverse dalle nostre vite, I know anyone who is asleep in my book, toccato and my giocattoli, book and my book. Obviously, non c’era main di diverse (…). Home è quel luogo in cui si crea il vuoto quando non ci sei tu ad abitárlo; the house is the luogo riempito dal tuo corpo“.

If scoprono tante verità grandi e piccole, leggendo I miei genitori/Tutto questo non ti appartiene: su tutte, quanto il vissuto delle persone sia in degree of nurturing and conditioning the loro scrittura; quanto i movimenti e le migrazioni siano, in fondo, generatori di storie. Also in my life, the physical house is long, the one that we carry inside the heart we can always access with memory and knowledge. In a symbolic ‘back home’ that could appear anchored in a real physical place.

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I libri che ci abitano: I miei genitori/Tutto questo non ti appartiene di Aleksandar Hemon


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