Banksy a Trieste: tutto quello che c’è da sapere sulla mostra al Salone degli Incanti

L’allestimento | La visita | Orari e costi | Visite guidate | Laboratori | 5 curiosità

TRIESTE Le ultime tracce le ha lasciate in Ucraina, dove tra le macerie di alcuni edifici bombardati hanno fatto capolino alcuni suoi murales. Ma le sue opere si trovano anche in Cisgiordania, in Inghilterra, in Francia, negli Stati Uniti, in Olanda, in Ungheria, e pure in Italia.

Con i suoi murales di denuncia, che invitano a riflettere sulle storture dell’oggi in cui viviamo, Banksy ha ormai disegnato sui muri di mezzo mondo, sempre in incognito e, finora, senza mai essere colto in flagrante.

Uno dei murales apparsi in Ucraina in questi giorni

 

La sua street art approda anche nei musei, con veri e propri blitz nelle gallerie d’arte più blasonate del pianeta, dove appende opere dissacranti che spesso si autodistruggono.  Quanto alle mostre, è stato protagonista di centinaia di esposizioni in tutto il mondo e di una lunghissima serie anche nel nostro Paese. Tutte rigorosamente non autorizzate.

E non autorizzata è anche la mostra che il Salone degli Incanti, in Riva Nazario 1 a Trieste, accoglie dal 25 novembre 2022 al 10 aprile 2023, dal titolo Banksy, “The Great Communicator (Unauthorized exhibition).

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La mostra è curata da Gianni Mercurio, curatore indipendente e saggista che ha seguito mostre su Andy Warhol, Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, George Segal e Roy Lichtenstein. La rassegna è promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Trieste e organizzata da PromoTurismoFVG in collaborazione con Madeinar.

L’arte di Banksy sbarca al Museo degli Incanti di Trieste

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Una grande scatola dai colori rosso ossido e grigio antracite. È il primo elemento che si incontra entrando al Salone degli incanti per visitare la mostra “The Great Communicator (Unauthorized exhibition)”.

Lo spazio interno del Salone è stato completamente ridisegnato, con la costruzione di un’enorme struttura. Da un unico grande spazio sono state ricreate cinque stanze, di cui quattro espositive e una sala video.

Non si tratta però di una “scatola chiusa”: da ogni sala si può uscire, girare intorno alla struttura e poi rientrare. È stata pensata in questo modo per mantenere vivo un dialogo tra l’architettura del luogo e quella dell’esibizione. L’idea è di immergere il visitatore nella street art, con un’ambientazione urbana. 

La mostra, che raccoglie una sessantina di opere, tra illustrazioni, video e oggetti, si apre con un quadro gigantesco, un’opera interessante perché forse è un autoritratto: si tratta di Fallen Angel, un quadro che rappresenta un angelo caduto con in mano una bottiglia.

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Fallen Angel, 2004, particolare ( Sotheby’s London)

 

Oppresso, spettinato e sfortunato, Fallen Angel raffigura un uomo in pantaloni da ginnastica seduto accanto a una bottiglia di alcol, che fuma una sigaretta. Stampato in una luminosa vernice spray bianca con punteggiature di emulsione nera, Banksy ha adornato l’uomo anonimo con un’aureola e ali d’angelo. Fallen Angel parla della caduta di qualcosa che una volta era considerato buono, puro e meraviglioso, sia esso una persona, una società o una civiltà. Alcuni critici hanno interpretato il motivo dell’angelo caduto di Banksy come un’affermazione antireligiosa, tuttavia, più universalmente, quest’opera suggerisce democraticamente che qualsiasi anima ha la capacità e il potenziale per cadere in disgrazia.

All’interno del Salone degli incanti è stata creata, come si diceva, una struttura che divide lo spazio in cinque differenti sale, in modo tale da articolare un percorso espositivo.

PRIMA SALA: I RIFERIMENTI CULTURALI

L’esibizione comincia focalizzandosi sulle radici culturali e visuali di Banksy, con una sala dove sono esposte opere di artisti e di movimenti a cui l’autore si è ispirato: dal maggio francese ai Situazionisti fino ai graffiti di New York degli anni Ottanta.

«In questa sala troviamo due giganti dell’arte contemporanea: Keith Haring e Jean-Michel Basquiat. Banksy nel primo periodo ha lavorato molto su murales e sono evidenti i riferimenti alla scena newyorchese» spiega il curatore.

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SECONDA SALA: LO STUDIO DI LAVORO

Continuando con la visita, nella seconda sala si viene accolti in una ricostruzione dello studio di lavoro di Banksy. «Una specie di scenografia. Con una miriade di lattine di vernice spray, delle cornici, alcune tele con le sue opere, tutte buttate a terra».

«In questa sala sono esposte opere che fanno riferimento alla società British che l’artista prende in giro. In primo luogo, la famiglia reale e i politici». Si trovano, per esempio, alcune banconote con riprodotto il volto di Diana Spencer e un ritratto di Winston Churchill con una cresta punk. Si può anche ammirare l’opera Devolved Parliament: rappresenta il parlamento inglese ma al posto dei deputati ci sono delle scimmie.

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Devolved Parliament

 

TERZA SALA: PROTESTE E CAPITALISMO

Si continua la visita nella terza sala, dedicata alle proteste e al capitalismo, dove il visitatore troverà il trittico del lanciatore di fiori e anche una sua prima elaborazione. «Quest’opera è comparsa per la prima volta in una mostra in un garage di Bristol, nel 1988 – spiega il curatore -. Banksy aveva disegnato la scena di una rivolta, che sembra molto aggressiva, ma poi ci si accorge che c’è un ragazzo che lancia un mazzo di fiori e lascia un tappeto di petali».

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Love is in the air (Flower Thrower)

 

QUARTA SALA: VIOLENZA E GUERRA

Nella quarta sala è stata allestita una sezione sulla violenza e sulla guerra. Ci sono alcune opere molto forti come la figura della Morte, con tanto di falce, con uno smiley sul viso. È esposta, inoltre, la famosa opera della bambina vietnamita in fuga dal bombardamento al napalm, mano nella mano con Minnie e Topolino. Si parla anche del tema delle migrazioni con una serie di murales realizzati a Calais.

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Napalm

 

Uno spazio è dedicato al racconto di alcune celebri performance dell’artista. Come il Walled Off Hotel, realizzato a Betlemme nel 2017. Un vero albergo le cui stanze si affacciano sul muro che separa Israele e Palestina. Al piano terra della struttura, l’artista ha aperto un negozio che vende oggetti per dipingere e scrivere sul muro.

Chiude questa sala un angolo dedicato al rapporto tra Banksy e la musica.

QUINTA SALA: MULTIMEDIALITA’

Per concludere il percorso espositivo, è possibile entrare in una sala multimediale, la quinta, in cui sono proiettati alcuni video sul lavoro dell’artista. Uno di questi, per esempio, riguarda il tema ricorrente dei bambini. Un altro, invece, permette al visitatore di compiere un viaggio intorno al mondo attraverso i murales di Banksy.

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 Save or Delete GreenPeace 

 

La mostra sarà aperta tutti i giorni della settimana. Dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 20, il venerdì e la domenica dalle 9 alle 21 mentre il sabato fino alle 22. La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura della mostra. Sono previste aperture straordinarie in occasione delle festività natalizie e pasquali, con orari speciali. Per tutte le informazioni e prenotazioni i visitatori possono chiamare il numero 338-4962409 oppure scrivere un’email a infomostrabanksy@promoturismo.fvg.it.

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The Son of a Migrant from Syria, apparso nel campo profughi di Calais

 

Il biglietto d’entrata costa 14 euro. Possono avere un biglietto ridotto le persone con meno di 25 o con più di 65 anni, gli universitari esibendo un tesserino, i possessori di FVGcard, le forze dell’ordine, gli insegnanti e le guide turistiche. L’entrata è gratuita per i bambini fino ai 5 anni, le persone con disabilità e i loro accompagnatori e i giornalisti iscritti all’ordine.

Soggiornando per almeno due notti in strutture convenzionate della città di Trieste, si riceve in omaggio la FVGcard che dà diritto all’accesso gratuito alla mostra. Si può richiedere il biglietto alla struttura stessa e l’offerta è valida anche per il soggiorno di gruppi.

È disponibile anche un biglietto d’entrata con visita guidata, al costo di 24 euro. Le visite si svolgono ogni venerdì (alle 15 e alle 17), sabato (dalle 10 alle 18, con partenza ogni 2 ore e alle 19.30) e la domenica (dalle 10 alle 18, sempre ogni 2 ore). Sono previste delle visite guidate anche nei giorni di apertura straordinaria. Ogni domenica alle 11.30 e alle 15.30 ci sono delle visite guidate speciali, dedicate ai ragazzi dai 10 ai 15 anni. Per lingue diverse dall’italiano o dall’inglese, è necessario concordare in anticipo scrivendo un’email.

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L’opera di Banksy a Venezia

 

In caso di gruppo (da 11 a 30 persone), oltre a offerte sul biglietto d’entrata, è possibile prenotare delle visite guidate della durata di un’ora e mezza. Sono previste offerte anche per le scuole. Per informazioni e prenotazioni visitemostrabanksy@gmail.com.

A partire dal 2 dicembre, saranno attivi laboratori per bambini (dai 5 ai 10 anni). Dopo una breve visita guidata della mostra, i piccoli giocheranno con l’arte di Banksy. Vengono proposti tre diversi laboratori, a cura di Didattica dell’arte e Arteventi. “Me with baloon”, sul famoso quadro dell’artista, ogni mercoledì alle 16.30. “Sulle tracce di Banksy” dedicato alla street art, ogni venerdì alle 16.30. “Graffiti for life”, sulla tecnica dello stencil, ogni sabato alle 10.30. I laboratori si possono acquistare sul sito www.turismofvg.it.

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Laugh Now

 

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Banksy ha fatto della clandestinità uno dei presupposti della sua dinamica artistica.

Tutti sanno cosa fa, pochi, custodendo il segreto, sanno chi è, non essendosi mai concesso pubblicamente e arrivando a scatenare un interesse quasi pornografico intorno alla sua vera identità. Per cercare di smascherarlo, si è ricorso addirittura al “profilo geografico”, una tecnica messa a punto per identificare i criminali di tipo seriale. Secondo gli esperti e tutti coloro che da tempo cercano di risolvere il mistero di Banksy, l’artista sarebbe in realtà Robert Del Naja, figlio di un napoletano e noto anche come 3D, leader dei Massive Attack. Tutti gli indizi raccolti in questi anni infatti portano direttamente a lui. Proprio come Banksy anche Del Naja è di Bristol ed è uno street artist.

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Perché tutte le mostre sono non autorizzate

Già dal titolo, che sottolinea “esposizione non autorizzata”, si capisce che la mostra di Trieste, è destinata a far parlare di sè. Più volte Banksy ha dichiarato che non è sua abitudine far pagare le persone per la sua arte, anche se non è forse la persona più adatta a criticare chi decida di esporre immagini senza chiederne il permesso, essendo lui un artista clandestino.

In occasione di una sua mostra non autorizzata a Mosca disse “Not sure I’m the best person to complain about people putting up pictures without permission” (non sono sicuro di essere la persona più indicata per protestare contro la gente che mette in giro opere senza chiedere il permesso).

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Le aste a prezzi folli e le sorprese di Bansky

Se le opere di Banksy vengono battute all’asta a prezzi folli, lui ha sempre giocato con i meccanismi del mercato dell’arte.

«Io c’ero a Londra all’asta in cui una sua opera,“Girl with Balloon”, si è semi-distrutta in diretta per l’attivazione a sorpresa di un meccanismo dentro la cornice – spiega lo storico dell’arte Andrea Bruciati – . Trovo interessante che ci siano poi dei negozi temporanei dove si può acquistare il “brand” Banksy.

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Girl with balloon

 

Quindi l’artista si muove con un’estrema varietà di approcci nei confronti del mercato: da un lato una produzione di oggetti brandizzati estremamente accessibile a tutti, dall’altra nel momento in cui entra nel mercato delle aste dei grandi collezionisti, ecco che raggiunge cifre esorbitanti addirittura provocando la pseudo distruzione dell’opera, che poi viene rivenduta semi-distrutta per 19 milioni di sterline, quando integra arrivava appena a un milione».

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Non solo murales: Banksy e il cinema

Il cinema non è sicuramente una delle forme d’espressione per cui è più conosciuto Banksy – il misterioso ma famosissimo “street artist” (o “artivista”) all’opera da oltre 20 anni – nonostante abbia realizzato un documentario nominato per l’Oscar (“Exit Through the Gift Shop”, 2010) e partecipato a vario titolo a numerose produzioni audiovisive. La prima collaborazione è stata quella con Alfonso Cuarón ne “I figli degli uomini”.

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Le incursioni di Guerrilla Art nei musei mondiali

La fama di Banksy ha fatto un salto di qualità decisivo intorno alla metà degli anni Duemila, amplificata da alcune leggendarie quanto ardite imprese. In particolare, dal 2003 al 2005 ha compiuto una serie di incursioni di Guerrilla Art nei più importanti musei mondiali, appendendo alle pareti opere in stile con quelle delle sale (al Metropolitan di New York il ritratto di una dama che indossa una maschera a gas). Nel 2005 ha clamorosamente realizzato nove opere sul tema dell’evasione sul muro tra Israele e Palestina.

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